venerdì, 24 febbraio 2006

Come tutti voi avrete notato, c'è una firma che da qualche giorno a questa parte non compare su questo blog nè altrove. Nulla di preoccupante, semplicemente la piccoletta del gruppo si è assentata per qualche giorno causa motivi personali e per il diritto alla privacy non approfondiamo. Ma siccome sappiamo tutti quanti che suddetta minorenne ha un'incredibile voglia di ricatapultarsi qui ad imbrattare di nuovo codeste pagine e vari siti, forum ecc.ecc. a nome di tutti le mando un bacio che possa arrivare dove si trova adesso e un abbraccio altrettanto potente.

Torna presto Flò!!!!!

Le colleghe (e non solo) ti baciano con ardente passione.

Frà.

postato da: motivi alle ore febbraio 24, 2006 13:38 | Permalink | commenti (17)
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martedì, 21 febbraio 2006
 19 febbraio 2006, Auditorium parco dell musica

Ci sono i viaggi. I viaggi possono essere di tanti tipi, puoi spostarti di pochi metri o camminare per paesi interi. A volte puoi anche superare la volta delle stelle e buttarti in posti che non sapevi nemmeno potessero esistere. Ma certi tipi di viaggi non puoi affrontarli da solo. A volte sono utili gli amici, a volte gli amori, veri o falsi che siano, a volte basta chiudere gli occhi ed ecco che a farti da binario sarà un pentagramma, e le note diventeranno carbone da bruciare per correre in avanti, e a farti compagnia su quell'immaginario treno ci saranno quelle persone, che forse non ti conoscono e forse si, quelle persone che in alcuni momenti della loro vita ripenseranno a te, magari accompagnando il pensiero ad un sorriso. Persone che per te saranno comunque speciali, qualunque cosa avvenga, qualunque piega prenda la vita. Una di queste persone se ne è andata qualche anno fa e sui binari che si è lasciato alle spalle viaggiano i ricordi di tanta gente. Compresi i miei, perché la musica ti segna dentro, soprattutto se impari ad amarla quando sai a malapena leggere e scrivere e ti racconta anche un po' che cosa sei, che cosa eri e che cosa vuoi diventare e questo è banale, starete pensando. Lo so, è banale, ma fermo e rassicurante. Abbiamo sempre fatto trincea di certezze che gli altri non potevano vedere e noi stessi abbiamo spesso ignorato l'esistenza di certezze altrui. Forse è l'unico modo per nasconderci dal freddo che c'è fuori. E queste persone, senza saperlo, il “tuo” freddo lo sanno affrontare. Aprono la bocca, prendono la giusta intonazione, toccano uno strumento e il freddo si attenua con quella dolcezza che solo il volo di un nota nell'aria ti può regalare. Lui era il compagno di certi viaggi a ritroso nel tempo. Lo è stato per anni senza mai saperlo e lo è ancora. C'erano parole che scavavano sotto la pelle e arrivavano al sangue, perché loro compito era far uscire ciò che sotto la pelle si nascondeva e nel sangue trovava il suo corso. Corso, viaggio...ci sono tanti tipi di viaggio e i più belli sono quelli che fai ascoltando la voce di chi consideri grande. E se questa voce ti appare sotto forma di musica sai già su quale binario correrà il tuo treno. Ma se questa voce ti appare sotto forma di sorrisi, di sguardi d'intesa tra persone che vivono da tempo un sogno che si è concretizzato e che continua ad andare avanti, allora il binario sarà diverso. Ma non distante perché due binari costruiti dalle stesse persone li riconosci. Hanno lo stesso attrito col metallo delle ruote e generano le stesse scintille durante questo attrito. E dai volti ammirati dei bambini, immobili alle piccole fermate di campagna, traspare lo stesso tipo di ammirazione e stupore verso chi da venticinque anni guida un treno riuscendo a muoverlo sempre in diverse direzioni con la stessa sicurezza di prima. Poi un bel giorno, o meglio, una bella sera queste persone decidono di raccontartelo e lo fanno proprio con le parole che ti aspettavi, ma girandole, aggrovigliandole, intrecciandole, a volte anche plasmandole in modi sempre differenti. E tu sei lì a registrare mentalmente ogni singola lettera pronunciata perché vuoi che di quel viaggio non si perda nulla. E così ti raccontano di quando il viaggio è cominciato, delle strade che hanno deciso di seguire e delle difficoltà affrontate lungo il percorso e il bello è che tutte queste cose, o almeno, la maggior parte, tu le sapevi già! Ma leggere un monologo di Dario Fo e sentirlo recitare da lui sono due cose lievemente diverse e avendo avuto, almeno una volta nella vita, l'onore di sentir recitare Fo, posso dirlo con certezza. Così è stato ieri. Se una storia te la racconta chi l'ha vissuta e se chi l'ha vissuta ha fatto sua l'arte di raccontare, ha tutto un altro sapore. Sa di momenti diversi. Che io non conoscevo ancora. Se tra un racconto e l'altro poi ritrovi un'ironia che credi ingenuamente di conoscere, ma che ti spiazza ogni volta, qualunque cosa continua a trasformarsi sotto ai tuoi occhi. Poi c'è sempre chi questi viaggi li sollecita con domande che fanno uscire fuori qualcosa in più, quel tanto che basta perché la stima che in precedenza sentivi verso queste persone riesca a trasformarsi in vera e propria fedeltà, tanto per citare una delle mie due colleghe. E quella fedeltà te la porti dietro anche quando arriva la mezzanotte ed è il momento di salutarsi e di andare via. Perché gli stessi sorrisi che avevi visto brillare su quel palco te li ritrovi in faccia e per un attimo sai che sono solo per te e per i pochi che ti stanno intorno. E questo è il bello di chi ti accompagna in viaggi di questo genere; siano parole cantate su una qualche melodia o semplicemente raccontate in una sera qualunque di febbraio, siano parole rivolte ad un pubblico numeroso o solo a quattro o cinque persone, hanno lo stesso tono che conosci e ritrovi, disco dopo disco, libro dopo libro, giorno dopo giorno....


Francesca.

postato da: motivi alle ore febbraio 21, 2006 00:42 | Permalink | commenti (11)
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martedì, 14 febbraio 2006

Davvero credevi che i Motivi™ si fossero dimenticate del tuo compleanno, o caro Rockino? Mah, se si, allora mi deludi.

Pfui, tutti quei prevedibili bloggari plebei ti fanno gli auguri il giorno stesso. Noi no!! Noi siamo avanti, così avanti che se ci guardiamo indietro guardiamo il futuro (cit.). Per questo Motivo (haha... -.- ) noi gli auguri te li facciamo il giorno dopo, il 14 febbraio. Un po' perché siamo fighe e gli auguri te li facciamo quando ci pare, anche il 28 dicembre, un po' perché vogliamo dimostrarti quanto ammore nei tuoi confronti sgorghi dai nuostri cuoricini, e un po' perché ieri non abbiamo avuto tempo di postare nulla. :)))

Beh, che altro dirti, a parte che sei un po' come una bottiglia di buon vino rosso, che col passare del tempo comincia a sapere di tappo (o migliora, ora non ricordo esattamente)? Ti aggiungo una fotina, per me molto significativa. 2 luglio. Treviso. Prima data del tour 2005 a cui ho assistito. MIo primo incontro con la sorellona Andre, ed é stato subito amore (nonostante qualche dissapore [aricit.]). La prima volta in cui ho avuto l'occasione (ed il coraggio) di farmi una fotina con te.

Il risultato? Beh, la foto é qualità Mitch, però vabbé, é artistica, non sembra un acquerello? ;)

 

Ancora, buon compleanno da parte mia e delle mie Colleghe!!      Florencia

Ps: amici, mi allontano per circa quindici giorni, sarò in ospedale, ma niente di grave, non preoccupatevi. Ho un po' paura, ma perché ho sempre avuto il terrore dei medici...  Bacini a tutti, a presto!!

postato da: motivi alle ore febbraio 14, 2006 18:46 | Permalink | commenti (4)
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sabato, 11 febbraio 2006

 

 

Questi due uomini meravigliosi sono appena venuti ad assistere al lento declino di una delle colonne portanti della vita notturna veronese: il bar di Flo. 

Uomini meravigliosi in realtà non l'ho detto io, ma comunque lo penso, dai. :) Ricapitoliamo: questi due o non hanno niente da fare durante il giorno, o sentivano il richiamo della tetta di Giulietta, (censuro una frase di Grumo) , o mi vogliono bene. E propenderei per la seconda ipotesi (cit.). =))

.

Legenda:


Rosso: Grumo
Verde: Don Diego
Fucsia: Flo
postato da: motivi alle ore febbraio 11, 2006 15:40 | Permalink | commenti (6)
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martedì, 07 febbraio 2006
...NON FACCIO PIù FOTO...

mi vergogno del maiuscolo ignorante del titolo, perchè un evento di questa portata andava celebrato in maniera più elegante... ma mi si scuserà...
non ho mai avuto una macchina fotografica tutta mia. in effetti sono scarsamente portata per le arti visive in genere, per cui non ne faccio un dramma.

(in realtà, tutto nasce da un rapporto molto conflittuale con l'obiettivo. quando ho iniziato il liceo, ero convinta che sarei morta prima di compiere 18 anni. e le foto mi terrorizzavano. non sto a raccontarvi la paranoia sottesa, perchè è davvero da manicomio =)))). resta il fatto che le uniche foto che di me esistono negli anni tra il 1994 e il 1996 sono quelle con gli elio e le storie tese e quelle della  foto di classe. poi non sono morta, e allora mi è passata la paura.)
bè. in occasione dei concerti andavo a comprarmi le macchinette usa&getta. la qualità delle immagini è in effetti pessima. ma l'ammore che c'era nell'anima che guardava nell'obiettivo per scattare la foto è rimasto impresso nella pellicola, assieme a quei colori imprecisi.



26 maggio 1996.

 
prima volta degli e&lst a pordenone. quanti ricordi di quell'occasione.
il concerto si teneva al palazzetto dello sport in cui facevo educazione fisica... e quel pomeriggio c'era il mio prof che giocava a tennis con la figlia nello stesso piazzale in cui faso e civas giocavano  con le macchinine radiocomandate (ho una foto anche di questo). ad un certo punto, faso si era tolto una scarpa per segnare il percorso... e noi (i.e. orgiobimbe) con la nostra consueta verve avevamo provveduto a portargliela via facendolo arrabbiare moltissimo...
nel frattempo elio gironzolava in bici nel piazzale antistante il palazzetto, christian mangiava una mela.... e questi due qui sopra ritratti si erano fermati a firmare autografi e a parlare con noi...
adoro questa foto. adoro questi due uomini.



26 settembre 1997.
(non so come mai, ma le cose più importanti della mia vita sono sempre successe il giorno 26)


elio e le storie tese a trieste. di quel concerto ho due ricordi bellissimi. primo: è stato il concerto in cui ho conosciuto ezio ciuspiont. e da allora ne è passata davvero tanta di acqua sotto i ponti. secondo: sono salita sul palco e ho avuto l'onore di presentare la canzone "La Terra Dei Cachi" in un concorso per l'elezione della mula della serata.
dopo questo ameno siparietto a metà concerto, mi volevano trascinare giù dal palco. ma io, cocciuta come non mai, ho insistito per rimanere seduta sulla pedana in cui era collocata la tastiera di rt fino alla fine del concerto (c'è da dire che se non vi fosse stata l'intercessione dell'ottimo tastierista, la mia promessa alla security di fare la brava non sarebbe servita a granchè ).
di questa foto, fatta nel backstage, amo la posa new-romantic...


23 aprile 1998


di nuovo a pordenone, al rototom. la mia prima volta da "capofava", nel senso che avevo ricevuto da cristiana selva (che bacio e strabenedico) il mandato di contattare tutte le fave che intendevano partecipare a quel concerto per farle passare al backstage.
le due picciotte nella foto sono mia sorella e mia cugina, che all'epoca avevano 8 anni... le avevo portate al soundcheck per far conoscere loro gli elii. la cosa bella è che, mentre facevamo le foto, è arrivato un ragazzo di una radio locale a intervistare rocco tanica. e mentre parlavano amabilmente, il tastierista chiama vicino a sè mia sorella e al microfono dice: "ma abbiamo qui una piccola fan. stefania, qual è la tua canzone preferita degli elio e le storie tese?" e lei (testualmente): "el pubre"
sono soddisfazioni.
questa foto parla da sè. mia sorella, elio, pordenone...........


(mi sta venendo la voglia di passare allo scanner tutte le foto vecchie che ho fatto. francy, tutta colpa tua ...)
postato da: motivi alle ore febbraio 07, 2006 14:28 | Permalink | commenti (6)
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lunedì, 06 febbraio 2006

Da un po' di tempo, si sa, chi non ha un blog, deve considerarsi un pezzente, una pecorella nera, oppure un Grumo. Ebbene, da ora non dovete più dire così, perché l'incredibile si é avverato: pure Grumo ha aperto un blog. Adesso ci manca solo che Rocco Tanica mi chiami al cellulare per chiedermi consigli sul blog personale che sta aprendo e siamo a posto. :)

Ma come, non sapete chi sia Grumo? Grumo non vi conosce? Mah, evidentemente non siete fave famose. =))))) (mi sa che la capisce solo Pelodia).

Beh, insomma, visitatelo e vi farete un'idea:  http://grumo.splinder.com .  Bacini minorenni presunti eroinomani a tutti.

 Florencia

postato da: motivi alle ore febbraio 06, 2006 16:02 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 01 febbraio 2006

Ricordi 4

Quando i quattro messi della stirpe favica salutarono il paese delle meraviglie con la promessa di non farsi più vedere lì per almeno un anno, decisero di continuare comunque il loro viaggio, perchè qualcuno aveva detto loro che c'era un posto in cui viveva un uomo che voleva cambiare il mondo e stava lottando con tutte le sue forze per riuscirci. Una volta arrivati lì incontrarono quest'uomo che disse loro "Io sono uno dei cinque principi del paese delle meraviglie e so che voi quattro venite proprio da lì, ma non mi avete visto perchè io ho deciso di stare qui per cambiare il mondo".Ma si era fatto tardi e due dei messi della stirpe dovevano tornare a casa, quindi il principe del paese delle meraviglie decise di accompagnarli per un breve tratto del loro cammino. Abbiamo naturalmente una testimonianza del momento, testimonianza che non era nascosta dentro un cassetto stavolta, ma regolarmente catalogata in un album.

La qualità della foto lascia chiaramente a desiderare, ma non ce ne preoccupiamo più.

Francesca.

 

postato da: motivi alle ore febbraio 01, 2006 12:39 | Permalink | commenti (9)
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